Il blog ...

21
Febbraio
2013

MANTOVA: VIGILI IN BORGHESE MULTANO CHI NON SI FERMA SULLE STRISCE

L'azione mira a ridurre gli incidenti

MANTOVA: VIGILI IN BORGHESE MULTANO CHI NON SI FERMA SULLE STRISCE

Sembrano normali passanti, in realtà sono agenti della Polizia Locale di Mantova. Sono in abiti borghesi per sorprendere in flagranza quegli automobilisti che non lasciano attraversare la strada ai pedoni, che si trovino in prossimità delle zebre. L'infrazione comporta la sottrazione di otto punti dalla licenza di guida e un'ammenda di 162 euro. Lo scopo della Polizia Locale è anche quello di impartire lezioni di viabilità ai pensionati amanti della bicicletta. Repressione, prevenzione ed educazione: tre imperativi che hanno come scopo la riduzione degli incidenti stradali.

21
Febbraio
2013

MANTOVA: VIGILI IN BORGHESE MULTANO CHI NON SI FERMA SULLE STRISCE

L'azione mira a ridurre gli incidenti

MANTOVA: VIGILI IN BORGHESE MULTANO CHI NON SI FERMA SULLE STRISCE

Sembrano normali passanti, in realtà sono agenti della Polizia Locale di Mantova. Sono in abiti borghesi per sorprendere in flagranza quegli automobilisti che non lasciano attraversare la strada ai pedoni, che si trovino in prossimità delle zebre. L'infrazione comporta la sottrazione di otto punti dalla licenza di guida e un'ammenda di 162 euro. Lo scopo della Polizia Locale è anche quello di impartire lezioni di viabilità ai pensionati amanti della bicicletta. Repressione, prevenzione ed educazione: tre imperativi che hanno come scopo la riduzione degli incidenti stradali.

21
Febbraio
2013

TRUFFATORE DI BRESCIA SMASCHERATO DA OTTANTASETTENNE PIEMONTESE

Fingeva di essere tecnico del gas

 TRUFFATORE DI BRESCIA SMASCHERATO DA OTTANTASETTENNE PIEMONTESE

Ventitrè anni, di Brescia, già noto alle forze di polizia per reati specifici, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Alba per truffa aggravata e sostituzione di persona. Vestito con una tuta da lavoro, suonava alle porte degli anziani, affermando di essere un incaricato e di dover effettuare controlli e manutenzioni sulla rete del gas. Dopo avere verificato che non ci fossero perdite proponeva alle vittime di turno l’acquisto di un sofisticato, apparecchio, diceva lui, in grado di rilevare eventuali fuoriuscite di metano. Spesso riusciva a convincerli, montando sul contatore del gas un vecchio salvavita non a norma. Il compenso richiesto era tra i 250 e 500 euro. A Cortemila però, nella provincia di Cuneo, si è presentato presso l'abitazione di un'anziana signora di 87anni che,  dopo avere versato la somma di 250 euro, ha controllato che il dispositivo montato funzionasse davvero e ha verificato che così non era, quindi ha avvertito i carabinieri che hanno identificato il truffatore.

21
Febbraio
2013

TRUFFATORE DI BRESCIA SMASCHERATO DA OTTANTASETTENNE PIEMONTESE

Fingeva di essere tecnico del gas

 TRUFFATORE DI BRESCIA SMASCHERATO DA OTTANTASETTENNE PIEMONTESE

Ventitrè anni, di Brescia, già noto alle forze di polizia per reati specifici, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Alba per truffa aggravata e sostituzione di persona. Vestito con una tuta da lavoro, suonava alle porte degli anziani, affermando di essere un incaricato e di dover effettuare controlli e manutenzioni sulla rete del gas. Dopo avere verificato che non ci fossero perdite proponeva alle vittime di turno l’acquisto di un sofisticato, apparecchio, diceva lui, in grado di rilevare eventuali fuoriuscite di metano. Spesso riusciva a convincerli, montando sul contatore del gas un vecchio salvavita non a norma. Il compenso richiesto era tra i 250 e 500 euro. A Cortemila però, nella provincia di Cuneo, si è presentato presso l'abitazione di un'anziana signora di 87anni che,  dopo avere versato la somma di 250 euro, ha controllato che il dispositivo montato funzionasse davvero e ha verificato che così non era, quindi ha avvertito i carabinieri che hanno identificato il truffatore.

21
Febbraio
2013

WELLA-LABOCOS: DUE ANNI DI CASSA INTEGRAZIONE

Siglato l'accordo tra i vertici aziendali e i rappresentanti sindacali

WELLA-LABOCOS: DUE ANNI DI CASSA INTEGRAZIONE

Presso il Ministero è stato siglato l'accordo tra azienda e rappresentanti dei sindacati. Ai dipendenti di Wella-Labocos, sono garantiti dodici mesi di assegni, poi l'ammortizzatore sociale è garantito solo se sarà ricollocato il 30% dei dipendenti. La P&G vuole spostare la Wella da Castiglione delle Stiviere a Roma entro fine giugno, dal primo luglio scatteranno quindi i due anni di cassa integrazione straordinaria. Al termine di questo periodo, seguirà la mobilità. Comune, Provincia e sindacati faranno di tutto per trovare un nuovo lavoro a chi lo ha perso.  La multinazionale ha promesso che per coloro che prenderanno la decisione di trasferirsi a Roma, ci saranno aiuti per trovare casa e incentivi economici.

21
Febbraio
2013

DESENZANO: MOLTO GRAVE UOMO INVESTITO DA VETTURA

Si sospetta lesione cerebrale

DESENZANO: MOLTO GRAVE UOMO INVESTITO DA VETTURA
Arrigo Onofrio, quarantotto anni, originario di Gela, da tempo cittadino desenzanese, è stato ricoverato d’urgenza presso l'ospedale di Desenzano, quindi trasferito all’ospedalòe Civile di Brescia, perché si sospetta un trauma cranico con lesione cerebrale. L'uomo, è stato investito in via Mezzocolle a Desenzano, da una vettura condotta da una donna, che, forse perchè distratta, non lo ha nemmeno visto e gli è praticamente passata sopra. Si trova ora ricoverato con la riserva della prognosi presso il reparto di neurochirurgia.

Categories: Varie

14
Ottobre
2012

DESENZANO: RIPESCATA DONNA SENZA VITA

Secondo una prima analisi la vittima era in acqua da una decina di giorni

DESENZANO: RIPESCATA DONNA SENZA VITA

Non ne parliamo per fare cronaca, cogliamo solo la triste occasione, per fare alcune riflessioni. La notizia è questa: ore 9,30 circa di domenica 14 ottobre 2012, lungolago di Desenzano. Un passante, ha segnalato la presenza di un corpo sommerso nelle acque, tra gli scogli. Mi trovo lì per fare alcune riprese, domani parleremo proprio del futuro del lungolago col nuovo sindaco della capitale lacustre. Vedo un motoscafo dei carabinieri e un gommone dei vigili del fuoco, penso si tratti di un’esercitazione. Riprendo la scena, ma arrivano un’ambulanza e una pattuglia dei carabinieri. Mi avvicino per vedere cosa sia successo, forse posso aiutare. Uno sparuto gruppo di persone è già presente, mesta l’espressione dei visi. Vedo che i militari dell’Arma hanno tirato alcuni nastri per non fare avvicinare. Vedo il corpo di una donna issato su un piccolo molo. Dal colore della pelle, dalle condizioni generali, comprendo cosa sia successo. Spengo la telecamera per rispetto. Nessuno parla. Un giovane dei colli romani, mi chiede come sia possibile una cosa del genere, mi racconta che anche loro hanno dei laghi e ogni tanto anche nella loro zona accade qualcosa di brutto. Parliamo sottovoce, come per non disturbare la vittima. Ma arrivano di gran carriera alcuni colleghi. Armati di telecamera si fanno largo. Li riconosco, sono dipendenti di alcune delle televisioni (non ho detto tutte, non ho detto quali) del capoluogo di provincia. Il corpo, pietosamente celato da un lenzuolo è stato posto in una bara. Alcuni di quelli (non ho detto tutti, non ho detto quali) venuti dal capoluogo passano i nastri infischiandosene del divieto, puntano la telecamera, si abbassano per cercare di riprendere qualcosa all’interno della bara non ancora chiusa. L’espressione indispettita perché sono arrivati tardi. Lo spettacolo è stato perso quasi del tutto. Immagino i servizi televisivi che saranno accompagnati dalle immagini. Pronunciati col pesante accento del capoluogo, intesseranno una serie di banali luoghi comuni in riferimento alla pietà. Immagino gli articoli di alcuni (non ho detto tutti, non ho detto quali) giornali locali, che esordiranno con pindarici sofismi per riferire la notizia. Da questo nasce un’altra riflessione, vediamo?

Prima cosa: come mai così spesso muoiono persone nel lago? Forse ci sono più vittime nei laghi che nel mare. Non so, non conosco le cifre, parlo dei mari italiani. Eppure, tre tedeschi in barca, due pescatori, gente in motoscafo eccetera. In questo caso, non so, ma penso si tratti di un dramma della solitudine, eppure, come mai tante vittime? Perché c’è chi crede che il motore della propria barca sia più forte della Natura? Perché scopre troppo tardi che non è vero? Eppure alcuni giornali e televisioni del capoluogo (non ho detto tutte, non ho detto quali) hanno detto e scritto, assurdamente, che sul lago ci sono onde di due, tre, quattro, addirittura, parlando di un soccorso nell’alto Garda, dove lo spazio da una riva all’altra è più stretto del letto di un fiume di media grandezza, cinque metri! Manco fosse stato uno tsunami oceanico. Da chiedersi come mai esistano ancora le città rivierasche, che sorgono a un metro dall’acqua, con le loro case a uno o due piani, cioè di tre o sei metri!

Seconda considerazione: se si tratta di un dramma della solitudine, com’è possibile che ciò avvenga in una cittadina di ventottomila abitanti? Sicuramente la donna conosceva qualcuno! Nessuno si era accorto che aveva problemi? Magari la vicina, così pronta a controllare se stendeva i panni per il lungo, se tornava tardi e con chi, non si è accorta che soffriva? Vero, non sappiamo ancora chi sia e di dove sia.

Terza considerazione che nasce osservando i colleghi. Io ho spento la telecamera, loro l’hanno accesa apposta. Hanno cercato disperatamente la zoomata vincente. Perché lo hanno fatto? Ordini? Chi li ha dati? Gli stessi che intesseranno trame di parole pietose? O forse perché la società di oggi, drogata di reality, di gossip, che se vogliamo, è l’antenato del reality, ha terribilmente bisogno della scena forte, che ti rivolti l’anima, che ti faccia stare momentaneamente male, che ti dia uno spunto per dire che hai visto ed essere invidiato da chi si è perso la cosa, ha terribilmente bisogno di schifo, perché lo è, sotto ogni aspetto, soprattutto etico morale, per poter dire ‘’mors tua? Vita mea!’’

 

Paolo Barbi

20
Luglio
2012

GLI UOMINI DEL CORPO FORESTALE TROVANO CARCASSE DI ANIMALI NEL CONGELATORE DI GREEN HILL

La scoperta pone nuovi interrogativi sull'allevamento di beagle destinati alla vivisezione

Montichiari, stabilimento della Green Hill. Gli uomini della Forestale, hanno sigillato anche i refrigeratori.
Ai capi d'accusa si potrebbe aggiungere quello di uccisione di animali senza necessità, in seguito alla scoperta, della presenza dei corpi senza vita di diversi cani. Resta da chiarire perchè i corpi fossero conservati. Il sospetto, secondo indiscrezioni, è che i beagle, noti anche come bracchetto, il tipo di cane che ha ispirato il personaggio di Snoopy, fossero destinati anche all'industria cosmetica.

20
Luglio
2012

LA GUERRA DEI NUMERI UFFICIALI

Organi ufficiali e che si presentano come autorevoli portatori della verità troppo spesso si smentiscono tra loro. Questo sta accadendo anche sul Garda.

LA GUERRA DEI NUMERI UFFICIALI

Golettta dei laghi, ha presentato a Desenzano i risultati delle analisi effettuate nelle acque che bagnano le coste occidentali benacensi, quelle lombarde. Il Benaco non sta bene. Nessuna novità per chi il Garda lo vive tutto l’anno, lo ama e soffre nel vedere la sua lenta agonia. Ci è stato raccontato da un’alta carica di una società che gestisce le acque, che i depuratori, sono progettati per la popolazione di decenni fa, quando al lago arrivavano i turisti, probabilmente molto più numerosi di ora e non si parlava di crisi, ma quando il territorio era ancora libero da tante abitazioni, spesso mai abitate o quasi. Casermoni, alveari vuoti, deturpano il paesaggio ovunque, come recita una famosa canzone, là dove c’era l’erba ora c’è… qua non possiamo proseguire, perché non c’è una città, piuttosto una specie di deserto, uno di quegli agglomerati fantasma da film post guerra nucleare, decine di appartamenti disabitati, costruiti da chissà chi, per chissà chi. Ma le acque, non più accolte dal terreno, scorrono, corrono, allagano e fanno tracimare i vecchi depuratori. Ma queste sono solo idee personali, che chiunque voglia confutare, ha libertà di farlo anche ora, basta cliccare sulla voce ‘’commenti’’. Se volesse anche un’intervista filmata, non avrebbe che da chiederlo e il team VerdeBlu sarebbe felice di farlo alle stesse condizioni, secondo le quali abbiamo intervistato altri personaggi per altri argomenti. I dati che riferiamo, derivano dai giornali locali della provincia di Brescia. Se qualcuno desidera contestarli, lo invitiamo a leggersi gli articoli. Perché il punto inizia da questa osservazione: Goletta dei Laghi, analizza sette spiagge e ne trova tre altamente inquinate. Una a Limone, una a Salò, una a Padenghe. Batteri provenienti dalle feci umane sguazzano allegramente nell’acqua. Altri quattro lidi, strappano invece la sufficienza. Eppure le analisi effettuate dall’Asl di Brescia, poco tempo prima, avevano promosso il Benaco. Allora cosa vuole dire? Il gruppo di Legambiente sostiene – cosa peraltro non smentita, a quanto ci risulta - che i tecnici provenienti dal capoluogo, hanno effettuato i prelievi a circa cento metri dalla riva. Una bella distanza, considerando il fatto che il fondale lacuale sprofonda a picco quasi ovunque, distanza difficilmente raggiunta da un bagnante. Chi decidesse di andare a nuotare in acque pulite inoltre, dovrebbe usare una barca, oppure si troverebbe comunque a bagnarsi in acque inquinate all’andata come al ritorno. Stando ai dati di Goletta dei Laghi, con grave rischio per la salute. Queste cose, ci rimandano inevitabilmente alla mente l’epidemia di “infezioni intestinali” che colpì San Felice, guarda caso, comune non lontano da Salò. Ci riporta alla mente la scoperta di coliformi fecali in altre zone del Benaco. Ma ci porta alla mente anche altre discrepanze riportate dai giornali recentemente. Qualche tempo fa, l’Asl di Brescia, su commissione di qualche politico locale, ha effettuato ricerche in merito all’incidenza dei tumori nella provincia bresciana, allo scopo di smentire un’altra ricerca, effettuata dall’Istituto Superiore della Sanità, nella quale si evidenziava che la provincia di Brescia è interessata da un’incidenza di neoplasie più elevata della maggior parte d’Italia. La ricerca dell’Asl di Brescia ha prontamente smentito la cosa, riportando dati molto differenti. Qualche giorno fa, un camion diretto a Montichiari, prendendo una curva, ha perso il carico. Incidente frequente, se non fosse che il carico stesso era composto da lastroni di eternit, destinati a una ditta monteclarense di smaltimento. Nemmeno i più combattivi difensori dello smaltimento e delle discariche hanno potuto opporsi al risultato dell’ispezione: l’amianto era reso inerte solo da un lato. Ancora una volta ci siamo trovati di fronte ad autorità con parere diametralmente opposto: i tecnici dell’ARPA sostengono che le lastre debbano essere trattate da ambo i lati, quelli dell’Asl di Brescia dicono che basta trattarli da uno solo. Noi abbiamo riferito alcuni dei tanti casi che sono capitati nella provincia di Brescia, potremmo parlare della puzza a Vighizzolo di Montichiari, dell’aria irrespirabile a Castel Venzago e di tanto altro, ma è un fenomeno al quale assistiamo quotidianamente anche nella cronaca nazionale; qualcuno organizza una manifestazione a Roma, a Milano o in qualsiasi città dello Stivale… chi ha organizzato fornisce un dato, facciamo finta che dica che c’erano trecentocinquantamila partecipanti, altri organi danno una versione completamente differente, facciamo finta che dicano che erano quattromila e cinquecento. La domanda allora sorge spontanea: 
Chi ha ragione? Ma soprattutto, come fa il cittadino a fidarsi? E ancora, visto che la Costituzione sostiene che “Il Popolo è Sovrano”, come fa lo Stato a tollerare che qualcuno, regolarmente, si prenda gioco del proprio sovrano?

13
Maggio
2012

LA VICENDA GREEN HILL DI MONTICHIARI (BS)

I tempi sono maturi per rivedere il problema vivisezione?

LA VICENDA GREEN HILL DI MONTICHIARI (BS)

La vicenda Green Hill ha portato alla luce il problema vivisezione e ha fatto conoscere a chi non era informato di che cosa si tratta, la vicenda è nota, a Montichiari c’è un allevamento di cani,beagles,destinati ad essere venduti,di solito attorno ai 6 mesi,per la vivisezione,che in Italia è vietata ma non l’allevamento. Questi cani nascono,vivono,sono nutriti,hanno tutte le cure veterinarie del caso per poi essere caricati su camion, essere trasferiti all’estero e qui sottoposti a vivisezione,ovviamente chi ama gli animali fatica ad accettare tutto ciò e in questi mesi è partita una vera e propria offensiva da parte degli animalisti di tutta Italia per chiudere Green Hill e vietare anche l’allevamento in Italia,il 16 maggio il Senato dovrebbe esprimersi, staremo a vedere. Il problema che ci si pone è:ma servono veramente questi allevamenti e la sperimentazione sugli animali?Decenni,per non dire secoli, di esperimenti sugli animali,e non solo cani, ma anche gatti,scimmie,topi,cavie,non sono serviti a niente?Possibile che non ci sia un archivio a livello mondiale di tutti i risultati conseguiti fino ad ora, che sia aperto a tutti consultabile da tutti e che grazie a moderni programmi di computer non si possa ridurre al minimo il ricorso alla sperimentazione sugli animali?Possibile che ancora oggi si riduca al minimo l’uso dell’anestesia da somministrare agli animali per ragione di costi?Come se un cucciolo di cane fosse paragonabile a un barattolo di pelati,per la produzione del quale bisogna ottimizzare i costi?La protesta che è nata attorno a Green Hill ha avuto il merito di portare alla luce tutto ciò e di far emergere l’indignazione di una buona parte della società civile,servirà a qualcosa?

Categories: Cultura

01
Maggio
2012

IMU QUESTA SCONOSCIUTA

Come si potrebbe utilizzare la nuova gabella sulla casa

IMU QUESTA SCONOSCIUTA

Secondo i dati forniti dalla direzione della Provincia di Mantova del Lavoro, solo nel 2011 e solo nella provincia virgiliana, ben 134 donne hanno dovuto dimettersi perché neomamme o incinte. La scelta della rinuncia, temporanea o definitiva alla carriera, sembra dettata dalla mancanza di servizi per le famiglie. Insomma, lo sappiamo tutti, gli asili nido sono troppo pochi, come pure le scuole materne, ma soprattutto gli orari, sono fermi a quelli studiati negli anni 60 o forse ancora in tempi precedenti. Un discorso a parte poi bisognerebbe farlo a proposito delle rette, che sono troppo spesso proibitive per lo stipendio dell’italiano medio, che non equivale a quello medio degli Italiani, nel quale entrano a far parte anche la miriade infinita di maxicompensi. Un papà e una mamma che vivono con stipendi che oscillano tra i 6oo e i 1100 euro mensili, ammesso che siano regolarmente assunti a tempo indeterminato e non entrino a far parte di quella non più tanto minoranza di “atipici precari” insomma, difficilmente riusciranno a costruire una famiglia se solo la retta dell’asilo chiede loro più di quanto guadagni anche uno solo dei due.

Categories: Varie

29
Aprile
2012

A MANTOVA E’ (quasi) VIETATO ESPORRE LA BANDIERA

La giunta virgiliana delibera il nuovo regolamento di polizia urbana

A MANTOVA E’ (quasi) VIETATO ESPORRE LA BANDIERA

Il consiglio comunale mantovano, qualche giorno fa ha approvato il nuovo regolamento di polizia urbana, che prevede di elevare maxi multe, fino a 500 euro, per coloro i quali siano sorpresi mentre contrattano in strada la prestazione con una prostituta, multe anche per chi chiede la carità “in modo molesto” e ha deciso anche per un giro di vite per chi vuole esporre una bandiera. Sarà necessario chiedere l’autorizzazione al Comune, che potrà concederla per un massimo di dieci giorni. La domanda d’autorizzazione, dovrà contenere anche le misure e i contenuti del vessillo. Aggiungiamo, per dovere di cronaca, che la Lega Nord, ha proposto la riapertura delle case chiuse.
Non si discute a proposito della lotta, non tanto alla prostituzione, quanto allo sfruttamento della stessa, anche se qualche dubbio a proposito della soluzione proposta, cioè la riapertura dei postriboli, ci lascia perplessi; ma quello che ci chiediamo è come si faccia a stabilire se una persona che chiede la carità sia molesta? Quale il parametro utilizzato? Ma soprattutto, perché si vuole vietare di esporre la bandiera? Cosa fa di male un panno colorato che sventola? Perché non posso esporre la bandiera italiana? Il regolamento vale anche per i siti delle Forze Armate e quelli istituzionali? Chi ha paura del tricolore? Vale per tutte le bandiere? Come si fa a descrivere il contenuto? Strisce verticali verde bianca e rossa partendo da sinistra… se però la guardi dall’altra parte da destra… se poi si tratta di un’altra bandiera, che so, quella della Ferrari devo dire drappo rosso con cavallino nero impegnato in un’impennata il tutto in un cerchio con campo giallo?
E se fossi un leghista, dovrei comunque chiedere il permesso o posso usufruire di una deroga, visto la maggioranza della giunta? Dovrei forse scrivere bandiera con croce rossa e figura rappresentante uomo in armatura medievale che brandisce una spada sguainata, figura che si ispira alla rappresentazione di Alberto da Giussano, eroe della battaglia contro l’imperatore Federico…? Ma non è finita, se posso esporre un vessillo sportivo solo per tanto quanto dura un evento… devo esporre la bandiera della squadra solo per 90 minuti di una partita di calcio? Devo ritirarla durante la pausa tra il primo e il secondo tempo? Contano i minuti di recupero? Se si va ai tempi supplementari? E se seguo una gara di cento metri piani maschili, sono autorizzato ad esporre la bandiera solo per (facciamo finta che sia il tempo di gara)nove secondi e settantadue centesimi?
Ma chi ha paura di una bandiera? Chi ha paura dei poveri? Chi crede che se una ragazza sta in strada sia sfruttata, se sta in appartamento questo non sia possibile?

02
Aprile
2012

Agnello e capretto

Appello ad evitare un massacro inutile

Agnello e capretto

Oggi riportiamo una mail che ci ha inviato l'amica Diana Lanciotti, fondatrice dell' organizzazione Amici di Paco. L'appello è quello di evitare un massacro. La tradizione del mangiare un capretto o un agnello per Pasqua, nasce dall'esodo ebraico dall'Egitto. Il Signore aveva annunciato che sarebbe passato l'angelo della Morte, che avrebbe ucciso tutti i primogeniti. Per fare in modo che uccidesse solo gli Egiziani, gli Ebrei tinsero le porte di casa col sangue degli agnelli.

Oggi, periodo durante il quale si parla di fame nel mondo, è oltretutto antieconomico consumare la carne di un animale ancora cucciolo -il ragionamento va esteso anche ai vitelli- la carne di un ovino piccolo sfama tre persone, quella di un ovino adulto trenta. Ma è sempre una vita che viene sacrificata. Quantomeno, l' Uomo, che dice di essere intelligente, potrebbe cominciare a dimostrarlo non facendo più sciocchezze. Ndr.


IL FONDO AMICI DI PACO AUGURA BUONA PASQUA A TUTTI... ANCHE AD AGNELLI E
CAPRETTI


Per l’undicesimo anno il Fondo Amici di Paco lancia un appello contro la
strage perpetrata ai danni di milioni di agnelli e capretti che per Pasqua
finiscono sulle tavole degli Italiani.

21
Febbraio
2012

Dante e il Garda

Inferno canto XX Il Benaco

Dante e il Garda

“……Suso in Italia bella giace un laco,
a piè de l'Alpe che serra Lamagna
sovra Tiralli, c'ha nome Benaco.
Per mille fonti, credo, e più si bagna
tra Garda e Val Camonica e Pennino
de l'acqua che nel detto laco stagna.
Loco è nel mezzo là dove 'l trentino
pastore e quel di Brescia e 'l veronese
segnar poria, s'e' fesse quel cammino.
Siede Peschiera, bello e forte arnese
da fronteggiar Bresciani e Bergamaschi,
ove la riva 'ntorno più discese.
Ivi convien che tutto quanto caschi
ciò che 'n grembo a Benaco star non può,
e fassi fiume giù per verdi paschi.
Tosto che l'acqua a correr mette co,
non più Benaco, ma Mencio si chiama
fino a Governol, dove cade in Po.”
La Divina Commedia – INFERNO - Canto XX

Written by: Angela Categories: Cultura

05
Febbraio
2012

Garda la storia di Benaco e Tavina

La leggenda della nascita della Fonte Tavina sul Garda

Garda la storia di Benaco e Tavina

Si dice che le leggende nascano da una verità, dalla quale poi si discostano per lasciarci un messaggio.

Categories: Cultura

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