04
Settembre
2013

GIALLO DI GAMBARA: NUOVI INDIZI E CONFERME, SI AGGRAVA LA POSIZIONE DEL DATORE DI LAVORO

L'esame del Dna conferma: il bambino che la vittima portava in grembo era suo

Il titolare dell'azienda di aerei ultraleggeri presso la quale Marilia lavorava e dove è stata uccisa, (omettiamo il nome finché non sarà certa la sua colpevolezza. Ndr) ha ammesso la relazione con la ragazza, ma ha anche negato qualsiasi responsabilità nel delitto, affermando inoltre, per voce del proprio avvocato, di non avere mai creduto di essere il padre del bambino che la giovane vittima portava in grembo. Proprio nel pomeriggio però, dal laboratorio è arrivata la conferma: l’esame del Dna non lascia spazio a dubbi, il bambino, era proprio suo figlio. 

Gli inquirenti ritengono che il sospettato credesse, sapesse che il figlio era suo, questo dubbio, che sarebbe comunque stato espresso anche nel corso dell’udienza di convalida del fermo, potrebbe essere il movente che lo ha spinto a uccidere la dipendente di ventinove anni. Ora la conferma dell’esame del Dna potrebbe aggravare la situazione del trentaduenne. L'imprenditore è accusato di omicidio aggravato, procurato aborto e tentativo di soppressione di cadavere. Oggi, sarebbe stata trovata una chiave inglese con tracce del tubo della caldaia manomessa nell’ufficio della Alpi Aviation do Brasil, dove Marilia è stata uccisa, strangolata. Inoltre è stato trovato uno scontrino che testimonia l'acquisto di candeggina e acido muriatico, proprio nel giorno in cui sarebbe avvenuto l’omicidio della giovane brasiliana. Questi elementi potrebbero portare la Procura ad ipotizzare, anche l'aggravante della premeditazione dell'omicidio.

  • Tags: attualita, brasiliana, brescia, cronaca, dna, gambara, garda, marilia, news, notizie, omicidio, ultraleggeri

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